Il più chiassoso nella stanza è il più debole nella stanza.



Con un bambino di quasi nove mesi la media mensile di cinema cola a picco.
Fino al 2006 ho (abbiamo) viaggiato tranquillamente sui 4 film al mese. Oggi me la sogno una media simile.
Sono 15 giorni che cerco disperatamente di andare a vedere Into the wild dopo un hype portentoso, recensioni interessanti, amici estasiati & co.
Non c'è stato verso di vederlo neanche in anteprima alla passata Festa del Cinema. Chi c'era sa che Sean Penn era in sala e ho detto tutto.
Per non parlare degli altri mille titoli che - grazie mulo, grazie torrent - alla fine sono riuscito a vedermi a casa ma per i quali avrei volentieri pagato un biglietto.
Seguire il cinema da fuori, però, mi ha permesso di notare cose a cui forse non avrei prestato sufficiente attenzione rintronato dal THX e accecato dal buio in sala.
Qualcuno ben più saggio di me mi direbbe "cosa puoi imparare da questa storia?".
Beh, lo confesso. Ci ho pensato. Questa è la conclusione:
Alcuni generi cinematografici sono letteralmente scomparsi e questo è evidente. Non sto facendo il nostalgico, è un dato di fatto. Pensate un istante a pellicole come War Games, Navigator, Explorers. Per non parlare dei Goonies o del mio primo film al cinema: E.T.
Ok, qualcuno può dirmi che si tratta di un naturale mutamento dei gusti del pubblico ma io ho il sospetto che questi fantomatici "gusti" siano un tantino imposti. Vabeh. Qualcun'altro può anche dirmi che non ho scoperto nulla di nuovo. Forse. Tanto sono io a dovermi scontrare con il fatto che quando mio figlio avra 6-7 anni dovrò trovare il modo di fargli digerire La Storia Infinita piuttosto che Harry Potter o i pirati di Johnny Depp.
Nota più amara che nostalgica, invece, per la considerazione del mestiere di sceneggiatore. Ogni tanto mi capitava anche nella fase di overdose da cinema di cui parlo sopra ma oggi è sempre più frequente: recentemente ho BUTTATO AL CESSO alcune serate davanti a cose come:
Io sono Leggenda (il solo fatto di sapere che la storia è narrata dal punto di vista OPPOSTO rispetto a quello del romanzo da cui è tratto la dice lunga. Ok, Fight Club di Palanhiuk era scritto in modo da favorirne l'adattamento cinematografico...ma tutti gli altri è così difficile adattarli?!?)

La Bussola d'Oro (Dio maledica la magia, le scuole di magia, i bambini che vanno a scuola di magia, i manieri vittoriani, gli animali parlanti e soprattutto i buchi neri nello script.)

Truman Capote (nessuna pietà, neanche per i miei adorati Philip Seymour Hoffman e Chris Cooper, quest'ultimo probabilmente il mio attore preferito in assoluto.)

Questi sono solo i primi tre che mi sono venuti in mente e tra loro, senza dubbio, il premio Vaccata Imperiale va alla Bussola, vero insulto all'intelligenza umana.
Ho accuratamente evitato l'Emporio di Dustin Hoffman anche grazie agli eloquenti ed efficienti avvertimenti dei ragazzi di Director's Cup e ora sto esitando con Cloverfield ma la curiosità è tanta e so che a giorni lo vedrò. Speriamo bene.
Rara eccezione degli ultimi mesi American Gangster.
Anche se l'autore del commento "epico, ai livelli de Il Padrino" meriterebbe il carcere a vita, Ridley Scott non mi ha deluso. Come non mi hanno deluso Crowe e Washington (certo però che Denzel ha un tantino stufato...è in gamba ma perchè recita sempre allo stesso modo?!?). Sapere che della vera storia di Frank Lucas c'è un 1% per ammissione dei diretti interessati non giova molto ma resta una titolo assolutamente valido, ricco di scene memorabili.
Insomma, vengo al punto altrimenti mi perdo. Ho la netta sensazione che da qualche anno a questa parte girino molti più sceneggiatori improvvisati e molti meno professionisti. Sono ormai troppi i film - di generi e produzioni diverse - che si reggono UNICAMENTE sul tiro della star coinvolta, sull'alto potenziale di merchandising, sull'apparentemente inevitabile spettacolo della CG.
Tutte cose che io stesso tendo ad apprezzare e considerare valori aggiunti, beninteso.
E' quando non c'è NIENT'ALTRO sotto che mi preoccupo. Sembra che nessuno si ponga più il problema di calibrare bene dialoghi ed eventi in modo da rendere più fluido e credibile un particolare snodo della storia. Non bastano mai gli extra della Pixar in cui Lasseter si ostina a ripeterci che "è la storia a regnare, il resto è al suo servizio".
Probabilmente la causa principale è la scarsezza di professionisti ma forse c'entra anche l'opinione che gli addetti ai lavori hanno del pubblico pagante.
Non vi è mai successo, mentre un film scorre davanti ai vostri occhi, di sentirvi palesemente presi per il culo? Trattati da poveri idioti ai quali bisogna spiegare proprio tutto (e ripetutamente) altrimenti non capiscono un acca della trama?
Mah. Per me sono questi due elementi insieme. Fatto sta che il calo qualitativo (parlando di Hollywood e mainstream, ovvio) è innegabile.
Mi tocca rifugiarmi nelle serie tv (discorso a parte per quelle, a volte addirittura peggiore) e aspettare incoscientemente le terze di Heroes e Dexter, le seconde di Dirty Sexy Money e Californication più quel che sarà di Jericho per passare un paio di domeniche da yankee. Lost è volutamente escluso.

L'anno scorso, in uno scambio di mail con Christopher Priest (autore del romanzo da cui è stato tratto The Prestige), lo scrittore rispose ad alcuni miei sinceri complimenti dicendo che era "abbastanza soddisfatto" del risultato, pur informandomi che "il libro era molto diverso". Incuriosito, l'ho letto e l'ho trovato una meraviglia. Nonostante avessi decisamente apprezzato il film, tra i due c'era un abisso.
Questo per dire che ok, sono due media diversi con diversi codici, canoni e blablabla, tutto vero.
Ma allora un supervisore che legge gli script e che quando serve ti dice "fermo amico, sta venendo fuori una vaccata" non esiste?
Posso farlo io? Anche gratis, giuro.

Ok, la chiudo qui. Vado a sperare che il prossimo Batman e There will be blood - i due titoli per i quali sto trepidando - siano immuni da questa sindrome da deficienza acquisita.

PS: Chi mi indovina la citazione del titolo vince una virile stretta di mano e un caffè. ;)

2 Say whaaaaat?|?:

michele ha detto...

Lucas a Huey, American Gangster. Ma vale anche per le classi cui insegnamo noi due, no? A quando quel caffè?

Thomas Magnum ha detto...

Sei un amico! ;)))
Certo che vale anche per loro, soprattutto, direi.
Per il caffè quando vuoi. Quando vuoi?