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Going nowhere fast.



Servizio arretrati.

NetNewsWire è a quota 1631 .
Mail segna +25
Sommate a quelle di Facebook siamo a +53.
Un buon 30% dei feed e delle mail è puro cazzeggio ma tutte le altre sono, ahimè, cose importanti.
Per me e per chi - vogliate perdonarmi - sta aspettando una risposta.

Nel mondo reale la musica è la stessa.

Continuano ad arrivarmi i numeri di Internazionale e finiscono dritti nel box "da leggere".
Guardarli mi mette ansia e ogni volta penso "domenica". Poi domenica arriva e non c'è verso.
Poi leggo: "24€ per 2 anni di Wired".
Bella o non bella quest'edizione italiana, rifiutare un'offerta del genere è un atto di manifesta imbecillità. Altro materiale che va dritto dritto in stand by.
E poi, suvvia, che vuoi che sia, aggiungiamo pure gli ultimi acquisti in libreria.
Colpo di grazia: ho comprato a scatola chiusa diversi fumetti, seguendo i consigli di un amico che ne sa. Anche quelli, memmiseromettapino, sono lì, nel fottuto box.
Qualche giorno fa ho fermato il mondo e sono sceso, per circa quaranta minuti, perchè è uscita l'edizione italiana di Pluto. Beh. lì non ce l'ho proprio fatta.

Cerco di non pensare al fatto che in mezzo a tutta quella roba ce n'è tanta nella quale non vedo l'ora di immergermi.
Leggere è sempre stato un bisogno fisiologico e (quindi) un piacere da soddisfare, qualcosa di assolutamente necessario.
Doversi ritagliare i minuti per rubare un trafiletto, bere poche righe d'un fiato e seminare segnalibri ovunque...è devastante.

Fra pochi giorni mio figlio compie due anni e la mia testa è lontana anni luce da qui.
Non va bene.
Sono ad un passo dall'iniziare ad usare il planning settimanale anche per voci come "radersi" ed "andare al cesso".
Non va bene.

Avevo sottovalutato questa cosa, in realtà mi sta logorando.
Ho scoperto che l'effetto collaterale più grave consiste nel drastico ridursi della capacità di concentrazione.
Ironia della sorte, le cose che stanno accadendo in questo periodo non tollerano disattenzioni di alcun genere.

Forse esagero ma ho la sensazione che se mi sfugge qualcosa adesso me ne pentirò per sempre.

L'ho scritto così, di getto, per tenerlo fermo. Per non commettere questo errore una seconda volta in futuro. Per ricordarmi di questo assurdo punto debole delle letture rimandate e per chiedermi, ancora una volta, se ne valga la pena.

LMVDM Live


"Se dico "faccio fumetti", mi chiedono: "E che personaggio disegni?". Non disegno personaggi, racconto storie.
"
Gipi


La mia vita è piena di fumetti disegnati meravigliosamente. All'inizio sei abbagliato dalla perfezione tecnica, non vedi altro. Se poi oltre a leggerli li fai diventare materia di studio, lentamente cominci a conoscere i mille modi per dissezionarli, scomporli in tanti piccoli pezzettini da analizzare, esaminare, discutere.
Anatomia, prospettiva, solidità dei volumi, composizione della tavola, stili, segni, soluzioni grafiche. Sceneggiatura, ritmo, snodi, dialoghi, regia. E ancora.
Potrei dire lo stesso del cinema. Una volta che hai visto cosa c'è dietro le quinte, le occasioni per lasciarti travolgere, sconvolgere e stupire diventano rarissime.
Diventa maledettamente difficile sospendere l'incredulità perchè la tua mente è attraversata da mille altre voci che arrivano senza preavviso con la pretesa di spiegarti tutto quello che passa davanti ai tuoi occhi.
Pessima abitudine, questa di spiegarsi ogni cosa.
Ovvio, in certi casi questo può salvarti dalla mediocrità di alcuni spettacoli e tenerti alla larga dalle banalità, da un'idea che non vale nulla.
Però poi ti tocca aspettare il prossimo Fight Club, il prossimo Forrest Gump, il prossimo Kaufman o chissà che altro per ritrovare quella meravigliosa sensazione di abbandono fiducioso.
Tornando ai fumetti, ti tocca aspettare il prossimo Gipi.
Ho smesso di chiedermi se la spontaneità delle sue tavole sia autentica o meno. Se quei testi scritti di getto (con tanto di correzioni lasciate in bella vista sul definitivo) siano sinceri o abilmente artefatti. Ho smesso anche, questo da tempo, di preoccuparmi del "bel disegno" fine a se stesso, troppo spesso vuoto di senso, di chi vuole stupirti con gli effetti speciali per rifilarti una storia da due soldi.
Ho iniziato a guardare al risultato ovvero a ciò che ti resta dopo aver letto una storia.
A conti fatti, Gipi è l'unico a cui riesco a perdonare questa storia dei romanzi grafici.
Può chiamarli come vuole ma i suoi sono fumetti. Fumetti potenti, sottili alchimie di parole ed immagini che, insieme, diventano una cosa viva.
Forse perchè, per citare le azzeccatissime parole di Roberto Recchioni, "ha una capacità che manca a molti autori italiani che si vedono in giro ultimamente: quella di saper raccontare il proprio personale, rendendolo universale."
Non solo: che siano disegnati "male" come questo o "bene" come i precedenti (e non parlo solo di "S."), i suoi lavori lasciano il segno. Sempre.
Voglio fare un esempio concreto altrimenti tutto questo sembra il classico elogio al solito artista sopravvalutato:
Capisci chi è Gipi quando vedi Giuliano e Valerio abbracciarsi ne Gli Innocenti. Quando ti accorgi che stai guardando la scena con gli occhi del piccolo Andrea e che sei al mare, d'inverno, e fa freddo. Giuro, fa freddo.

Io di fumetti ne ho letti a vagonate. Non mi è mai capitato di sentire il freddo uscire da una tavola e, vi assicuro, con Gipi non è stato un caso isolato.
Ogni volta, dopo un paio di tavole sei già nel suo mondo e a lettura conclusa ne esci a fatica.
Ti resta dentro tutto e questo, a mio avviso, è il massimo a cui un artista possa aspirare.

Ora, chiarito chi è Gipi, il post era nato per parlare della serata di ieri. Un centinaio di persone al Brancaleone per ascoltarlo leggere bene la sua vita disegnata male.
Qualche pagina, un'assaggino. Dietro di lui scorrono le tavole. La musica dei soci PeeWee e Peter Sellers (!) colora le scene.
Ecco, un'altra dimostrazione del talento indiscusso di Gipi è il fatto che quando lo leggi per conto tuo a casa, in treno o su una panchina del centro di Lucca come ho fatto io, quella musica la senti. Il giretto di note easy che fa da tappeto alle scene con il Dr. Controluce, il frastuono dei "pomeriggi anestesolo", c'è gia tutto dentro ai disegni e alle parole.

Però e più bello quando le voci hanno tutte l'accento toscano e i tuoni sono fatti in casa. ;)

Qualche riferimento per chi fosse interessato. Datemi retta, non perdetelo.


LMVDM (la mia vita disegnata male).
Di Gipi. Edito da Coconino e Fusi Orari. € 12,00
Baci dalla provincia (Blog di Gipi)
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