Userò gli occhi del cuore...due.


Oggi assecondo la mia naturale inclinazione al cazzeggio e spendo qualche parola su un'idea che di certo meriterebbe più di un post su questo blog.
Parlo di Boris, serie tv in onda su Fox. E ve lo dice uno che non ha la tv e ogni volta se ne inventa una nuova per non perderne un episodio.
Giunta oltre la metà della seconda stagione, la serie che non è una serie, la fiction sulla fiction, il telefilm sulle soap, il serial sulle telenovele insomma Boris, dicevo, ha raggiunto i massimi livelli con la recente partecipazione dell'inarrivabile Corrado Guzzanti nei panni di Mariano Giusti, attore raccomandatissssssimo affetto da turbe psico/misticheggianti.

Ambientata sul set de "Gli occhi del cuore", solita (pessima) soap a tema medici e dintorni, la storia ruota attorno ai membri della troupe e del cast e si sviluppa in parallelo con il girato, seguendo le storie dei singoli personaggi.
Tra le tante risate e le frecciatine (devo al mio torbido passato di comparsa a Cinecittà la fortuna di apprezzare in toto alcune situazioni), si fa strada l'idea che muove la serie: una critica feroce eppure lucidissima alla galassia televisiva del nostro belpaese.
Luca Vendruscolo, Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre, autori della serie, devono averne passate davvero tante. Molto di quello che si vede in Boris sembra il risultato di esperienze personali degli autori, sofferte all'inizio e superate con genuino umorismo nel corso del tempo.
Memorabili i siparietti in cui ci vengono mostrati i tre sceneggiatori de Gli Occhi del Cuore mentre cercano di uscire da una scena complicata, in tre davanti a un Mac, e all'improvviso arriva il lampo di genio: "Ce l'ho! Chiudi su di lui basito" e il collega preme F4 (ha la shortcut per "basito" su Word...)

Forse è nelle stesse parole di Venduscolo che si può scovare il senso ultimo dell'operazione: "noi smascheriamo la rassegnazione al brutto".
Rassegnazione di cui cadono vittime i due estremi della troupe: dal regista Renè (Renato. Un'altra frecciatina ai tanti nomignoli che regnano nell'ambiente) interpretato da Francesco Pannofino, l'attore/doppiatore a cui dobbiamo l'indimenticabile Forres Gump e l'amore che le nostre donne nutrono per Denzel Washington e George Clooney, fino all'ultima ruota del carro: lo stagista/schiavo Alessandro, il bravo Alessandro Tiberi che si piega ad ogni umiliazione e che meriterebbe un premio solo per il modo in cui regge le scene in coppia con Guzzanti.

Tra i due, mille personaggi ben studiati, scritti con un sapiente mix di autoironia e veleno.
Su tutti spicca Stanis Larochelle, il divo con tanto di nome d'arte (anche lui ovviamente stra-raccomandato) assolutamente negato per la recitazione, interpretato da Pietro Sermonti che, dopo anni di fiction, sembra proprio felice di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
Ottimi persino i personaggi minori, benedetti da un casting azzeccatissimo che rende giustizia a tutte quelle macchiette e maestranze varie che popolano i set romani.

Ecco, se proprio si vuole trovare un neo in questa divertentissima formula, credo sia il monopolio di una comicità che fa leva esclusivamente sul romanesco.
Da romano non posso che apprezzarla (anche perchè non è mai scontata nè greve come spesso succede) ma credo sia anche un limite che impedisce alla serie di decollare altrove. Ma come dice Doc Brown "ho pensato: chissenefrega!".

Sul lato del confezionamento, questa seconda stagione sembra aver goduto di un'attenzione maggiore in termini di passaggi e spazi pubblicitari, forse proprio grazie alle "apparizioni" - è il caso di dirlo - del Corrado nazionale. Peccato per il blog che, pur essendo aggiornato frequentemente, per ora offre qualche breve filmato o intervista ai fan che invece sono affamati di curiosità e ansiosi (io per primo) di ottenere un Boris-raduno romano che regali al cast il bagno di folla che merita.

Ciliegina sulla torta, la sigla cantata dagli Elii, orecchiabile e nonsense dunque perfetta per lo spirito della serie. La trovate qui.

Vabeh, ho fatto un pizzico di meritata pubblicità ad un progetto che a mio avviso ne merita davvero tanta. Peccato ogni episodio duri poco più di venti minuti!
Il consiglio per chi non lo conosce è: se dalla tv vuoi qualcosa di evasivo ed intelligente allo stesso tempo, dagli un'occhiata. Satisfaction guaranteed.
Chiudo con un pò di gemme Guzzantiane per rendere l'idea...

2 Say whaaaaat?|?:

Paolo ha detto...

Concordo, non a caso è l'unico prodotto nostrano (a parte la pasta) che è riuscito a farsi strada in quel covo di anglofili che è casa mia.

Thomas Magnum ha detto...

Eheh idem! ;)