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Sfiga senza remore.

Sempre a proposito di cinema...poche chiacchiere.
Un paese in cui La Mummia 3 (la tomba dell'imperatore dragone una storia che dura tutta una vita dell'eternità per sempre nel mondo fino alla fine dell'avventura immortale dell'eternità) va meglio di un film con De Niro e Pacino, ha le ore contate.
Si, lo so che non è una novità, che basta pensare ai puntuali trionfi natalizi dei Vanzina per farsi un'idea di questo grande popolo di navigatori satellitari, telespettatori e veline però che dire...stavolta il confronto è tra due produzioni USA.
Parliamo di Brendan ferrodastiro Fraser, porcamiseria.
Non ho ancora visto Righteous Kill ma anche si trattasse di una storia debole e banale, il senso del dovere, la dignità di spettatore...
uff...non ce la faccio: de gustibus disputandum un cazzo!

Ok, ora mi faccio un tè e torno al lavoro.


Roniro & Alpino back in action.



Essere una leggenda vivente ti mette un tantino sotto pressione.
Negli ultimi anni Bob ha ceduto alle avances della commedia deludendo i duri&puri ma mostrando una sana propensione all'autoironia.
Pacino, invece, continua a restare fuori da ogni possibile definizione tranne, forse, quella dell'uomo che tutti vorrebbero dirigere per il suo superpotere del monologo finale.
Diciamo pure che l'unica critica che gli si può muovere contro è quella di non essersi più pettinato da L'Avvocato del Diavolo in poi.
O forse, semplicemente, Pacino non ha ancora incontrato il suo Ben Stiller.
Sta di fatto che, mentre anni fa la decisione sarebbe stata assai sofferta, oggi non ci sono dubbi: nel gioco dello sbirro buono e di quello cattivo oggi Bob sarebbe senz'altro il primo.

Comunque, come se non fosse chiaro che stiamo parlando di living legends, nell'homepage di Righteous Kill c'è un questionario che misura la propria fedeltà ai boss:
Lo spettatore deve indovinare chi dei due ha pronunciato determinate battute pescate a caso tra le decine di memorabili ruoli interpretati.
Ovviamente non ne ho toppata una e ne vado fiero. Si va dal più scontato "talkin' to me?" a "Fredo, mi hai spezzato il cuore" (che se non sai di che stiamo parlando è il caso che vai a darti fuoco all'istante) in poi.
No, dico...vi risulta che sia mai stato fatto qualcosa di simile per altre star del cinema?
Voglio dire, trovatemi altri due attori che non sono obbligati a morire - meglio ancora se in circostanze sospette - per diventare immortali e che siano così iconici, così marchi di sé stessi.

Spero che questo nuovo lavoro che li rivede insieme dopo tanto tempo sia degno dell'aspettativa che genera il semplice accostare i loro nomi in un trailer.
Ho le mie riserve e la prima è senz'altro la presenza di Curtis-MezzoSacco-Jackson, uno dei tanti pupazzi che hanno reso il rap quel circo di buffoni che è oggi. L'altra è il fatto che il film, con questo suo "molti rispettano il distintivo, tutti rispettano la pistola" sembra aggiungere ben poco ai personaggi che i due sanno portare sullo schermo. Questo senza nulla togliere all'immortale "chiacchiere e distintivo", sia chiaro.
Per finire, confesso che non credo molto in Jon Avnet...

Aspettando il film, fate un salto su Director's Cup e godetevi i due giganti che confessano alle telecamere del Late Show di Letterman quali sono le dieci ragioni per cui vale la pena di fare il loro mestiere.

Domanda: secondo voi il titolo italiano di Righteous Kill, ovvero Sfida senza regole, degno delle migliori pellicole con Van Damme che passano su retequattro nei sabato pomeriggo d'estate, è opera di un qualche genio della comunicazione convinto di farne un seguito ideale di The Heat/La Sfida o è un caso?

Mah. Intanto, mentre la giovane Hollywood si affanna ad inseguire canoni estetici ai limiti della dignità umana, io pagherei la mia libbra di carne per essere il tipo coperto dal lenzuolo che vedete in foto vicino a quei due vecchietti lì.