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Tu-tum, tu-tum, tu-tum.


Dormivi.
Così abbiamo sbirciato con calma quel musetto imbronciato e quel nasino dritto dritto, come quello della mamma.
Trentuno settimane, quarantaquattro centimetri. Una sventola.
Mentre pedalo sotto il sole parigino in Place du Parvis mi arriva un messaggio: si è liberato un posto alla Casa del Parto Naturale AcquaLuce. Apriti cielo.
Lì lavora l'ostetrica che venne da noi la mattina del 29 maggio 2007. Lì contiamo di replicare l'indescrivibile esperienza della nascita del tuo fratellone. Perchè lì l'ambiente è come quello di casa nostra. Di casa tua.

A proposito di fratelloni, come noi Leo non vede l'ora di conoscerti. E' tutta mia, dice.
Mi piace pensare che in quel momento, due creature unite da sempre e venute al mondo in momenti distinti potranno finalmente ritrovarsi, che noi siamo solo il tramite per portarvi qui. Chissà, forse è davvero così. Non importa. Tanto impazzirò lo stesso.

A presto,

papà


Due virgola due centimetri.



Uno pensa che è come la prima volta.
E invece no.

Lui (lei?) se ne sta lì, senza sapere che esiste da appena nove settimane* ed è gia la seconda volta che mi lascia senza parole.

Ma questa è solo un'altra delle migliaia di cose incredibili che accadranno, da qui ad agosto e da agosto in poi.

Stay tuned. (Lo dico a me per primo, s'intende.)


* 9°/10° settimana: Iniziano a svilupparsi le ossa, i muscoli, i nervi ed i grossi vasi. L'estremità cefalica dell'embrione comincia a separarsi dal torace ed in essa si possono distinguere gli abbozzi del naso, delle orecchie e delle mandibole. Si formano le prime gemme dentali (strutture da cui si svilupperanno successivamente i denti. L'estremità cefalica ha un volume pari ad un terzo di tutto il corpo embrionale. La parete addominale non è ancora completa e c'è un "ernia ombelicale fisiologica". A livello cerebrale compare il cosiddetto "corpo calloso" ovvero la struttura nervosa che collega i due emisferi cerebrali.

My hair was long when we first met.


Fuggi, mia diletta,
simile a gazzella

Poi, da qualche giorno era tutto diverso.
Era improvvisamente cambiata l'aria, e la musica, e i colori.
Due anni trascorsi a rincorrerti e ora cedevi, ti lasciavi raggiungere.

Era oggi, tredici anni fa.
E quando siamo tornati su insieme, da quella strada che per anni avevo percorso da solo, gli occhi degli altri me li ricordo. Erano occhi che dicevano

Chi è colei che sale dal deserto,
appoggiata al suo diletto?

Quella mattina, ancora mezzo addormentato, bevevo latte e mi trascinavo alla fermata. Autobus, metro, scuola. Ed ho in mente te.
Stamattina, ancora mezzo addormentato, prendevo un caffè e guardavo nostro figlio dormire. Ed ho in mente te.

2 + 13.
E' metà della mia vita che ti amo.