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One dimensional fool in a three dimensional world.



Living these days is making me nervous. Eccetera.
Premessa: questo post è pieno di link. Time isn't on my side. Scegli anche tu i comodi e pratici link salvatempo.

Tanto per contraddire quanto affermato nel post precedente, queste righe parlano di cose.
Negli ultimi dieci giorni ne sono successe - e arrivate - a grappoli. Dopo tante to do list, ogni tanto una done list ci vuole.

Altra premessa. Per tutte le voci che seguiranno vale la regola: di questa cosa vorrei parlarne ora in maniera approfondita ma mi tocca rimandare a momenti migliori. Non per fare quello che non perde occasione di sottolineare quanto la sua sia una vita densa di impegni senza un attimo di respiro ma, come dire, se arrivi a raderti in modalità "pelo un giorno, contropelo il giorno dopo" la Carta Procrastinator è tua. E ti tocca usarla. A quel punto è una questione di diritti umani.

Ok, vamos.
C'è un lavoro che se non se ne va lui me ne vado io. Quando va bene, al massimo, è così. Ma il più delle volte è così.
C'è Granara che con certe proposte mi tenta ogni giorno di più.
C'è che sono mesi che faccio il conto alla rovescia in attesa di ricaricarmi l'anima allo Zenith. Parigi. Domani.
C'è una casa ad un passo dall'Aniene finalmente restaurata, pronta per una parentesi estiva al fresco, prima dell'armageddon (leggi: nasce tua figlia).
C'è l'upgrade dell'unica suite di cui ho bisogno dopo quella di Alan Silvestri.
Ci sono una serie di dischi che mi sono giunti attraverso varie strade ma ce n'è uno, di una band che ho adorato sin dal primo ascolto, che è stato un piacere autentico ricevere a casa direttamente dal titolare della voce che ne anima i pezzi. Al gaudio aggiungiamo pure due ganzissime tees in limited edition firmate da un collega che non conosco di persona ma che ha tutta la mia stima. E ora se me ne bullo capitemi.
C'è la roba nuova di Threadless a rinfrescare il guardaroba del turbonano.
C'è un passeggino norvegese per il quale serve la patente dei Gundam che tra le varie cose è un tentativo di riconciliazione con la mia schiena, che dopo due anni di PegPerego non mi parla più.
C'è la festa per chiudere un anno d'asilo che finisce e quella per aprire il prossimo che inizierà, con mille dubbi, altrove.
C'è il secondo capitolo di una trilogia che ho sparato dritta dopo Il Padrino.
Ci sono idee nuove e vecchi progetti da tornare a maneggiare.
C'è che prossimamente fumetto e cinema vi delizieranno con due orsi.
No, non è l'oroscopo di Rob Brezsny. Nel primo caso si tratta di un'opera piena di poesia che non dovete assolutamente perdervi. Davvero. Un titolo su cui ho avuto il piacere e l'onore di lavorare con gente che ne sa.
Il secondo manca forse della vena poetica (dipende dai punti di vista) ma ha il merito di perculare a dovere cinepanettoni vanzinari ed è firmato dal Roberto Saviano della fiction italiana. Che c'entra l'orso qui, dite? C'entra. L'orso sono io.

Stay tuned.

Dimenticavo: vendo Wii. Mail o cell, quando vi pare.


We share the same soul. O-o-o-ooh.


E' un sentimento, anzi no, uno stato d'animo indescrivibile.
A volerci provare a tutti i costi, è come se una parte del corpo fosse pervasa da un delirio di onnipotenza, mentre un'altra - le gambe, i polsi, le mani - venisse attraversata da un tremito costante.

E' eccitazione, paura, gratitudine, sussulto, respiro profondo prima di un nuovo tuffo nell'ignoto.

E' Ilaria che, sorridente di un sorriso nuovo, mi mostra due linee rosse, nette, e mi dice

- buon Natale -

E' il Beta-HCG che ha aspettato i nostri trent'anni (e i trenta mesi di Leonardo) per tornare a farci visita scoprendoci diversi, lontani anni luce dall'uomo dalla donna che eravamo prima e - per quanto sia a volte tentato di pensare il contrario - migliori.

E' la gola secca, tuo figlio che capisce al volo e prima sorride, poi ti morde con tutta la forza che ha.

E' Jack che, ancora una volta, trova le parole al posto mio.

She could make angels
I've seen it with my own eyes
you gotta be careful when you've got good love
'cause the angels will just keep on multiplying.

E' vivo, è vero. E' un secco due a zero contro il mondo intero.

Buon anno, gente.

Fabrizio

Almeno avvisami.


Jack, dimmi che è uno scherzo. Che era una festa in maschera. Che era per ridere. Che hai perso una scommessa e ti è toccato il cosplay da playmobil. Il tupè di Austin Powers.

Domani esce il tuo nuovo album, porcaputtana.
Così non si fa. Non va bene. Uno dei tanti motivi per cui ti adoro è che pur arrivato in vetta il tuo entourage non esiste, il tuo entourage è tua moglie. Però, cazzo, non dico un consulente d'immagine ma un amico sincero ce l'hai?
Uno che sa dirti "non è cosa" quando non è cosa?
Parte del tuo successo in Europa occidentale lo devi a me, amico.
Al mio aver diffuso la tua musica attraverso ogni supporto audio esistente. Non puoi farmi questo.
Rischi di trasformarmi in Gil Renard. Non so se mi spiego.

Prometto di esserti fedele sempre, nella buona e nella cattiva sorte.
Ma tagliati quei capelli, ti prego.

E' sempre un piacere.

A seguirlo dai tempi in cui suonava da solo sulla veranda di casa sua, oggi c'è una certa soddisfazione.



"100% of the 2008 tour profits and profits from this release will be going to fund the Kokua Hawaii Foundation and the Johnson Ohana Charitable Foundation to support environmental, art, and music education around the world."

100%, te capì?
Go on, Jack.

So long, Bodhi.


Poor old Pete's got nothing cuz he's been falling,
And somehow Sunny knows just where he's been.

He thinks that singin on Sunday's gonna save his soul,
now that Saturday's gone.
And sometimes he thinks that he's on his way,
but i can see, that his brake lights are on.

He just wanders around, unaffected by,
the winter winds yeah, and he'll pretend that
he's somewhere else, so far and clear,
about two thousand miles... from here.

(Jack Johnson, Taylor)

Radio ga-ga.




Ad eccezione di Lifegate quando sono in macchina e di qualche notiziario, saranno anni e anni che non ascolto la radio.
Stessa faccenda della TV. Nessuna ideologia o scelta ascetica dietro a queste rinunce.
Solo l'esigenza di disintossicarmi. Ok, è lunga, ne riparleremo.
Il guaio è che mio fratello mi ha avvisato di una cosetta che sapeva avrebbe catturato il mio interesse e così da ieri sono incollato alla radio.
Mi tocca sorbirmi tutti questi "grandi successi" (99% di pura monnezza, non c'è che dire) aspettando le note di quello che - dopo il baffo di Ohau, si intende - è il mio mentore e la mia guida spirituale.
E io che a concorsi, estrazioni, montepremi & co. non ci ho mai creduto.
Cosa non si fa per amore.

Non posso fare a meno di notare il livello medio di quelle che sono 3 ore di "hit" italiane nel 2008.
Tiziani Ferri, Vibrazioni, Negriamari, Renga, Plisdonstapdemiusic, un tizio che non so chi sia ma che è stonato e afono in modo agghiacciante e parla (ma no?) di amori che finiscono, donne che se ne vanno, speranze che si dissolvono e tutti il resto.
Un piagnisteo collettivo al quale fanno eccezione brevi istanti con cose di Lorenzo, gli Aerosmith con "Pink" e poco altro. Ok, non è molto diverso da quando "ho smesso" di ascoltare la radio, solo dannatamente più martellante. 14 tracce in heavy rotation e poi si ricomincia cambiando l'ordine.
E pensare che ad oggi il panorama musicale a cui può attingere una radio è semplicemente IMMENSO.

[Edit]
Giro al volo su Lifegate, sta passando "Sultans of Swing" dei Dire Straits. Se voglio andare al kokua mi tocca tornare da Biagio Antonacci. E sia.
[Fine edit]

Parentesi: avete mai provato a cantare l'arcaico ritornello "vorrei cantare insieme a voi" di Coca-Cola sopra quello dell'ultima "fatica" dei Maroon Five? Oppure provate con"niente paura" di Ligabue sopra "fango" di jovanotti e viceversa. O ancora "Where is the love" dei Black Eyed Peas su "No One" di Alicia Keys. Tanto per sparare le prime tre che mi vengono in mente.

Chiusa parentesi.


[Ari-Edit]
Hanno appena passato una canzone degli Oasis che adoro. un caso? mi dico. Poi ecco l'indimenticabile arpeggio di "here comes the sun" di George Harrison. Penso "ecco, vedi? sempre a polemizzare...invece anche negli studi di RDS c'è chi ama la buona musica".
E' lo spot di una compagnia di assicurazioni.
Subito dopo due imbecilli dicevano "il mio ragazzo è superfigo, ha supersette".
Ci sono casi in cui odio avere ragione.
[Ari-Fine edit]

Poi dici che in questo clima di mediocrità generale e di estro creativo sottozero uno non si appassiona alla musica di un ragazzo che incarna l'allegria. Che vive, lavora e surfa ad Haleiwa e produce dischi in grado di spazzare via le nuvole dal cervello e che fa tutto questo con intelligenza, talento, abilità commerciale, ispirazione.
L'alternativa (ottima anch'essa a volte) è rifuguarsi nelle glorie del passato, sempre in bilico tra l'apparire come un fastidioso intellettualoide dedito al più sterile autocompiacimento e l'essere solo una testa pensante in cerca di buona musica.
Boh.
Domattina ho lezione, dovrò pagare qualcuno che ascolti per me RDS in quella fascia oraria.

Ok, chiamo mio fratello.

Si ma se vinco scapoccio alla grande.