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iPad(renostrocheseinecieli)


Lo confesso. Avevo tutto sotto controllo.
Pulsazioni, salivazione, tutto.
Poi ho visto quella libreria lì. Si, quella a sinistra.
E badabum.

Hai presente Antoine Ego quando assapora la Ratatouille?
Ecco. E' andata più o meno così.
Che sono sogni irragiungibili di bambino, quelli. E tu non è che me li puoi realizzare e sparare in faccia così mentre -

"... it's gonna change the way we do the things we do everyday. There's no up, there's no down, there's no right or wrong way to hold it.
I don't have to change myself to fit the products, it fits me."


*_*


Le cose eccono.


Quando pranzi alle 3 sei uno che ha da fare.
Quando ti vesti mentre pranzi sei uno che ha parecchio da fare.
Quando scuoci la Garlofalo sei un cretino che ha parecchio da fare.

Pensavo di arrivare a 30 anni senza ma poi ho capito che è meglio dare la priorità alla sanità mentale piuttosto che allo spazio sulla scrivania.
Così ho comprato un planner settimanale.
Io che non sono mai stato tipo da agenda (cartacea o elettronica) e ho sempre combattuto contro l'entropia dei post-it, ho rischiato di implodere e così - apriti cielo - ho finalmente deciso di ascoltare il consiglio della consorte.
Anche la vita può rivelarsi migliore, quando dalla realtà rimuovi quella fastidiosa finestra in sovrimpressione che dice: "Attenzione. Spazio mnemonico insufficiente. Si consiglia un backup dei dati per scoraggiare quei quattro ictus che ti stanno aspettando dietro l'angolo".

Muovo i miei primi passi nel meraviglioso mondo del planning cosciente del fatto che ne vedrò i benefici solo a medio-lungo termine. Per ora, incastrare gli impegni settimanali in quelle caselle è piacevole quanto trascorrere il ferragosto al pronto soccorso.
Ma andiamo con ordine (ecco, appunto).

Scarsa, scarsissima capacità di concentrazione, ultimamente. E'una specie di autismo.
Compro il planner per le cose importanti e poi certi dettagli apparentemente insignificanti mi si fissano nella memoria come fossero marchiati a fuoco, ricollegandosi tra loro nei modi più assurdi.
Mentre progetto il packaging per i prodotti di un cliente mi scopro a pensare ad Ozymandias, al profumo di Veidt e a quanto sia terribilmente anni '80 l'accostamento oro/viola del suo costume.
E ore dopo rintraccio l'origine di quel flusso di pensieri, scoprendo un processo di associazioni mentali decisamente folle. Provo a descriverlo:
Un tipo in ufficio sta guardando divertito il mitico primo spot del Mac. Un'altro tipo passa dietro di lui e sospira: "ah, che nostalgia...".
Il sospiratore avrà al massimo 25 anni. Nostalgia de che, penso io. Nell'84 eri appena nato, imbecille. L'imbecille si chiama Adriano. Subito dopo, mi giro verso la mia scrivania e lo sguardo mi cade su una cartella colori per una collezione. Dalla pila di carta spuntano due campioni. Pantone 132c, Pantone 2602c. Oro e viola.
Ci ho messo mezza giornata a ricollegare tutto ma confesso una certa soddisfazione. Che poi la cosa sia un tantino inquietante è un altro discorso...

Da due settimane il mio culo viaggia in Hibryd Sinergy Drive. Quattropuntosette litri per cento chilometri. Quasi 29mila euri. Poi un giorno vi racconterò come ho fatto a pagarla la metà.
Al lavoro le urgenze sono direttamente proporzionali alla quantità di stronzate che volano nell'aria ma continuo a lottare per tenermi stretta l'indipendenza necessaria a sperimentare, competere e respirare.

Trovo un attimo per andare al cinema dove mi aspettano un Fincher flaccido e imborghesito e la sensazione che Eric Roth scriva le sceneggiature riempendo i campi di un file excel chiamato F_Gump.xls.

Nel frattempo (lo sto vedendo ora), sommando feed e posta arretrata arrivo a quota 728.
Giunto a 815, giuro che programmerò la sveglia con questa:


Anche scartando a priori il fancazzismo dei campioni di Facebook e le loro richieste ad iscrivermi ai gruppi per la salvaguardia della focaccia coi pinoli, resta un numero che non concede scusanti.
Quindi beh, smetto di chiedere scusa e invoco direttamente la pietà.

Leggo dall'hard disk esterno:
Heroes, Lie to me, Life, Lost, Trust me, United States of Tara e il tanto atteso live movie di 20th Century Boys sono tutti lì ad aspettarmi. Li guardo con quel misto di senso del dovere e disperato bisogno d'intrattenimento tipico del mio approccio alla serialità. Se vedrò la vecchiaia, la mia sarà demenza seriale.
Poi arrivano gli amici, quelli che ti capiscono davvero e che ti tendono la mano. E in quella mano c'è un dvd con tutte le stagioni di The Shiled e quattro film che - tanto per cambiare - ti sei lasciato scappare al cinema.
Poi uno dice che non andrà mai a letto con il portatile. 'Fanculo.

New entry degli ultimi giorni, una questione che s'impone con prepotenza su tutto il resto:
E' arrivato il momento di presentare la domanda per iscrivere Leonardo al Nido. E' confortante sapere che anche in questo caso c'è una certa inclinazione al paradosso.
Tornerò sull'argomento quando avrò il tempo necessario a trattarlo con l'attenzione che merita e solo dopo che avrò fatto quattro chiacchiere con chi gestisce la cosa nel quartiere.
Per ora penso che il termine pagliacciata possa rendere l'idea della mia posizione.

Le giornate sembrano tele di Pollock, dischi da deframmentare. Sposto cubetti colorati, unità di tempo.
Ma quando Ray Charles canta Hit the road, Jack, Leonardo gli risponde No mo', no mo', no mo', no mo' e allora va bene così.
Sta funzionando tutto a meraviglia.



Perchè la grafica non è solo cervi, uccelli, nuvolette, fiori e gocce di vernice qua e là.




Con questo post/sfogo - che ai più potrà apparire come una sequenza di parole senza senso - rischio di tagliare i ponti con parecchia gente.
Stimati colleghi o presunti tali (dove per presunti intendo sia stimati che colleghi).
Come Doc Brown "ho pensato...chissenefrega".



Quando gli nominavo Kevin Tod Haug e loro annuivano tanto per farmi contento.
"Augh...come Toro Seduto?" Ahahahah. Ah. Ah.
Ah.
Silenziosamente, nel profondo del cuore ho desiderato per loro un futuro in cui l'unico rapporto con la grafica sarebbe stata la visione quotidiana dei pittogrammi uomo-donna dell'autogrill dove avrebbero pulito i cessi per l'eternità.

Quando i più fighi mi facevano notare che Haug ha un sito che sembra fermo dal '92 e io dicevo loro che forse questa gente ha di meglio da fare che riprogettare la propria vetrina, forse perchè non ha bisogno di una vetrina, e loro, per nulla convinti, mi nominavano Billy Bussey, roba che quello ce l'ha sul serio il sito fermo al '92 e non si sa cosa diavolo abbia fatto nella vita.

Poi si andava al cinema e in quel periodo davano Panic Room e all'improvviso era tutto un vociare, un brusio continuo (i blog non erano ancora esplosi) su quella sequenza iniziale così potente, innovativa, sensazionale e blablabla.
E io mi trattenevo dal mostrare loro questo e continuavo a farmi i cazzi miei. Però sussurravo Augh.

Quando diventavano checche isteriche e facevano gli occhi di Bambi parlando delle didascalie tridimensionali di Fringe e io gli parlavo di Andrew Kramer e poi pensavo, e facevo l'errore di condividere il mio pensiero: "Kramer, quello che collabora con yU+co" e loro: "cazzo è yU+co?!?"
Padre perdonali, mi dicevo.

E adesso sono tutti lì ad estasiarsi per i titoli di testa di Watchmen.

E sono di yU+co.

E si, quella sequenza, incorniciata dalla voce di Dylan è un vero gioiello. Forse il momento migliore in quasi tre ore di film.

E del loro glissare ci sto godendo da matti.


Ah, l'Italia...


Oggi, in una mezz'ora di tregua dal lavoro, passo da Ottokin e leggo di di questa iniziativa di Social Design Zine in merito alla torbida faccenda di Alitalia.
In sintesi, chiedono ai grafici di inviare proposte per un restyling del marchio. Un segno che rappresenti i valori di questa nuova meravigliosa Compagnia che sta per nascere, questo trionfo della trasparenza e della democrazia, quest'ode all'economia del nuovo millennio intonata da angeliche voci di candidi imprenditori guidati dall'autentico amore per il nostro Belpae-

si, insomma, avete capito.

Ho deciso di consacrare quella mezzora alla causa.
Sottopongo a voi, signori, il frutto di un sano cazzeggio sperando che da queste mie umili proposte traspaia l'autentico orgoglio e la gagliarda fierezza che riempiono il mio cuor all'udir del canto dei sopra citati imprenditori.

Ogni numero una nuova, magica proposta! Collezionali tutti!

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7


Sense of wonder.

dexter




Dopo l'i-Phone "cellulare della Mac" ho sentito parlare di "iPod sufflè". Sul serio.
Uno dovrebbe passeggiare per centri commerciali solo per captare quei frammenti di dialoghi che ti illuminano la giornata.
"Non c'è bisogno di prendere il nano, con tutti quei giga. Prendi il sufflè, non ha lo schermo ma la musica la devi sentì, mica vedè."

Sono arrivati gli invasori. Altro che TeleProboscide. Li metti in salone e ti diventa un angolo di novecento. Turbonerd ma sempre novecento.

"Via via che la cultura si omogeneizza a livello mondiale, il compito del marketing diventa sempre più quello di differire il terribile momento in cui i prodotti di marca cesseranno di apparire come stili di vita o idee strepitose per rivelarsi ad un tratto i comuni oggetti che sono.
Nella sua liquida etnicità, questo condimento universale del marketing è stato introdotto come antidoto all'orrore dell'omogeneità culturale. Incarnando identità d'impresa spiccatamente individuali e sempre nuove, i marchi cercano di immunizzarsi dalle accuse di vendere, di fatto, nient'altro che l'uniformità".
E' inutile che ci giri intorno. Se mentre lavori ti vengono in mente queste parole di Naomi Klein è davvero giunto il momento di dare una svolta e smetterla di lavorare con persone animate da valori che non condividi ed iniziare a fare delle scelte. Forse la prima è scegliere cosa farai da grande.

Piccole gioie:
  • - Un mese a Dexter e poco meno a Heroes.

  • - Online c'è il Dizionario Urbano (grazie SupaDupaTroopa DJ Jetter!) e si può acquistare qui.

  • - Quando ho scritto quel delirio travestito da recensione per Hellboy II - The Golden Army non avrei mai pensato di vincere. Come "vincere cosa?"?!? Per Universal Pictures, Way to Blue ha realizzato un piccolo contest: proiezione del film in anteprima per fumettari e affini. Ovviamente io andavo in rappresentanza della categoria degli affini...
    Insomma, scrivendo una recensione del film sui propri blog, gli invitati avrebbero partecipato alla corsa per accaparrarsi l'artbook del film.
    Il vostro baffo preferito ha vinto e ora si gusta l'artbook con il bel lavoro di character design sui personaggi di Mignola...che dire..anbelivebol!
    Grazie ancora a Silvia Palermo per la disponibilità e la gentilezza e ovviamente al mitico Tony Soprano di Capannelle a.k.a. S3keno Piccoli!

  • Grazie a Michele Foschini devo scegliere quale dei quattro bellissimi poster di The Spirit attaccare in studio. Adoro avere questo genere di problemi. (Michele, alla fine la Redbull l'ho bevuta io...devastante! Ma come fai?!?)

  • Argentario + Abbruzzo + "in volo senza piume / in un volume di fumetti sotto il lume".
    Si, mi sono riposato. Let's go.